Driver per le città intelligenti del futuro

Le Smart City

Come saranno le città del futuro? Questo interrogativo aleggia da sempre nella mente dell’uomo e quasi sempre l’immaginario non corrisponde a quella che è in realtà l’effettiva applicazione del reale sviluppo tecnologico. Negli ultimi anni è innegabile che la comunicazione tra il cittadino e la città ha fatto un salto in avanti in termini di semplicità e soprattutto di connessione. A pari passo con l’evoluzione della tecnologia utilizzata dall’utente-cittadino, infatti, le città hanno cercato di offrire servizi e strutture adeguati dando così luce alle smart city. Ecco la comparsa, quindi, delle città che offrono servizi aggiornati in tempo reale e una connessione costante alla rete. Informazioni sullo stato dei mezzi pubblici, sulla disponibilità di parcheggio, sulle condizioni del traffico, sono solo alcuni delle applicazioni possibili che una smart city può offrire.

Driver: il nuovo traduttore intelligente

Le città intelligenti sono quindi quelle che riescono a tradurre i bisogni cittadino-utente e a trasformarli in servizi e informazioni fornite in tempo reale. Per ottemperare a questo bisogno nasce l’esigenza di facilitare le connessioni fra gli strumenti che forniscono i servizi e un computer che li possa gestire costantemente collegato alla rete. Questo è lo scopo principale di un Driver. Grazie a questo componente elettronico è possibile mettere in comunicazione un computer con un innumerevole tipologia di sensori e dispositivi. Immaginate, per esempio, di voler ottimizzare i consumi dell’illuminazione pubblica di un intero quartiere cittadino: l’installazione di un Driver in ogni punto luce permetterebbe di ottenere tale risultato in poche ore, facendo attenzione anche ai consumi e all’impatto ambientale.

Sviluppo sostenibile

Riuscire ad occuparsi di innovazione tecnologica senza depauperare le risorse che si hanno a disposizione e contemporaneamente ottenere il massimo risultato in termini di utilità può sembrare un’impresa quasi impossibile. Sorprende sapere che proprio in Italia ci sono giovani aziende che hanno fatto dello sviluppo sostenibile la loro mission aziendale.

L’Italia del futuro

Un case history che vale la pena citare è quello della LEDCOM International S.r.l. di Milano, che si è aggiudicata un importante riconoscimento all’evento ChinItaly Innovation and Entrepreneurship Competition, presentando quella che è stata giudicata la migliore idea tra 10 start-up internazionali. La giovane azienda milanese si occupa principalmente di produrre apparati, appunto Led Driver, per l’alimentazione delle lampade a LED, controlli wireless e applicazioni per la smart city.

Tramite i loro apparati è possibile, infatti, creare una vero e proprio sistema di gestione dell’illuminazione pubblica accoppiato all’utilizzo della tecnologia a LED, ottenendo così una ottima resa in termini tecnici e abbassando notevolmente gli indici di impatto ambientale. Il tutto gestibile tramite la tecnologia wireless.

Posted in Tecnologia

Permalink

Facebook Messenger arriva il supporto a Spotify

MessengerFacebook sta investendo molto sul proprio sviluppo, anche e soprattutto per quanto riguarda la propria applicazione su dispositivi mobili. E il punto di forza per il social network è l’applicazione Facebook Messenger, che sta diventando capace di interagire con le principali app che vengono utilizzate con maggiori frequenze sugli smartphone. Nelle ultime settimane ha fatto parlare in termini positivi per praticità e intuitività d’utilizzo la connessione tra Facebook Messenger e Uber, col servizio di trasporto che può essere prenotato e utilizzato tramite l’app di Zuckerberg. Ma una nuova frontiera è già pronta all’uso: gli utenti di Facebook Messenger troveranno infatti prestissimo un tasto per l’utilizzo e la connessione a Spotify, quello che al momento può essere considerato il più popolare servizio di musica in streaming, con oltre 75 milioni di utenti attivi e 30 milioni di brani, dei più disparati artisti di tutto il mondo, disponibili sulla piattaforma.

Questa nuova funzionalità potrà essere utilissima per gli utenti in contatto tramite Facebook Messenger che vorranno scambiarsi o segnalarsi reciprocamente brani musicali. Infatti sarà sufficiente utilizzare il pulsante nella app e il brano sarà condiviso all’interno della conversazione che si sta intrattenendo su Messenger. Sarà dunque possibile scambiarsi musica o parlare dei propri artisti preferiti con riferimenti diretti e a sua volta l’utente con il quale staremo conversando nella chat potrà condividere i brani di sua scelta direttamente dalle sue playlist già preparate all’interno di Spotify, oppure utilizzando direttamente le librerie con milioni di brani presenti all’interno della piattaforma di musica in streaming.

SpotifyL’integrazione tra Facebook Messenger e Spotify sarà immediatamente disponibile in tutti i paesi in cui la app è attualmente in utilizzo, quindi Italia compresa. Ci sono meno certezze riguardo la data nella quale il tutto dovrebbe essere disponibile, ma non dovrebbe comunque differire di molto nel tempo. Gli ingegneri di Facebook Messenger e Spotify stanno infatti lavorando per rendere da subito disponibile la nuova impementazione per tutti gli smartphone, sia con sistema operativo iOS sia con sistema operativo Android. Questo dovrebbe aiutare le due app ad aumentare ancora esponenzialmente la loro diffuzione, con Facebook che punta molto a differenziare per funzionalità il suo Messenger da Whatsapp (sempre controllato dall’azienda di Zuckerberg).

Quest’ultimo infatti resta un sistema di messaggistica immediato ed utile per le conversazioni più spicciole, nel vero senso della parola, mentre Facebook Messenger si sta perfezionando come un sistema eclettico che come detto sta permettendo agli utenti di usufruire anche di servizi relativi a trasporti e musica come in questo caso, ma anche di effettuare transazioni economiche online tra gli utenti. Un sistema sempre più complesso che sta giustificando sempre più la diversificazioni delle due app, tra Facebook originale gestito con le funzionalità peculiari del social network, e Facebook Messenger che vuole imporsi come app con funzionalità a 360 grandi. E che sta riscuotendo sempre più successo tra gli utilizzatori, con più di 800 milioni di utenti attivi nel mondo che stanno decretando un successo che non tutti avrebbero pronosticato alla vigilia del lancio dell’applicazione.
Spotify a sua volta sta lavorando per mantenere la sua posizione predominante sul mercato, respingendo gli attacchi della concorrenza a partire dal servizio Apple Music e rendendo dunque sempre più intuitiva la sua esperienza di utilizzo.

Posted in Tecnologia

Permalink

I gadget tecnologici più strani del Giappone

Il Giappone, spesso e volentieri, si è distinto per la creazione di particolari gadget tecnologici strani e fuori dal comune: eccone qualcuno.

Le bollicine d’aria

Puti Puti bolleQuante volte, quando arriva un pacco, una persona lascia perdere il suo contenuto e si fionda sull’involucro con le bollicine d’aria, per poterle scoppiare una ad una?
Questo potrebbe essere stato un comportamento adottato da molte persone, che non sanno che, questa mania, è una vera e propria droga e crea dipendenza.
Ed ecco che il Giappone ha creato proprio le bollicine d’aria tecnologiche: si tratta di un piccolo cubo che crea delle bollicine d’aria identiche, sia per dimensioni che per sensazione tattile, al suddetto tipo di imballaggio.
Inoltre, quando queste bolle vengono scoppiate, il rumore che verrà prodotto risulterà essere praticamente identico a quello che viene prodotto dal suddetto imballaggio.
Per coloro che hanno questa strana dipendenza, tale oggetto sarà in grado di soddisfare la loro voglia di scoppiare le suddette bollicine, senza dover comprare oggetti di poco conto pur di avere tra le mani quel materiale.

Il controlla orecchie

Altro oggetto molto strano, ma anche abbastanza tecnologico, è rappresentato dal controlla orecchie.
Si tratta di un gadget composto da un’arcata, che deve essere posta sulla ed è accompagnata da una telecamera doppia: una di esse deve essere posta dentro l’orecchio, mentre l’altra serve per osservare il livello di igiene, o sporcizia, presente all’interno dell’orecchia.
Chi vuole avere questa parte del corpo pulita in maniera altamente accurata, non potrà fare a meno di utilizzare questo particolare oggetto per effettuare dei semplici controlli nelle proprie orecchie.

La nuova cintura di castità

Per le giapponesi, consumare un rapporto sessuale completo avviene solo ed esclusivamente dopo il matrimonio: per questo è stata creata la nuova cintura di castità.
Si tratta di un particolare congegno indossabile che le donne dovranno usare come reggiseno: esso è dotato di chiave e timer che indica, in maniera precisa, quanto tempo manca al matrimonio e quanto separa il futuro marito dal poter consumare il rapporto sessuale con la sua donna.
Una volta che il timer giunge allo zero, il reggiseno potrà essere rimosso, visto che la serratura si aprirà automaticamente, a meno che l’uomo non abbia un doppione della suddetta chiave ed eviti di forzare la serratura.

Il selfie stick

selfie stickNato come invenzione tecnologica giapponese assurda, oggi il selfie stick risulta essere un oggetto normale, semplice e quasi indispensabile per le persone che amano tale tipo di foto.
Si tratta di un particolare bastone allungabile che possiede una pressa dove deve essere posizionato il telefono.
Per coloro che amano fare le foto di gruppo in maniera perfetta, sarà possibile premere il semplice tasto che fa scattare la foto al telefono: la fotocamera dovrà ovviamente esser azionata per poter accedere a tale funzione.
Il tasto per lo scatto potrà essere presente nel bastone oppure in un telecomando, che dovrà essere collegato al telefono tramite bluetooth, prima che questo risulti essere funzionante.

Posted in Tecnologia

Permalink

Droni e mongolfiere per diffondere Internet

droni internetL’obiettivo è uno di quelli ambiziosi e, allo stesso tempo, fondamentale per lo sviluppo della Rete e lo sviluppo economico dei Paesi del Terzo Mondo: portare l’accesso a Internet ovunque, anche nelle località più remote della Terra, così da permettere a chiunque di poter sfruttare mezzi e potenzialità della Rete. Il contrasto del digital divide è una delle azioni promosse da Nazioni Unite e altre organizzazioni governative per colmare il gap tecnologico ed economico che sussiste tra i Paesi occidentali e il resto del mondo.

Negli ultimi anni, al fianco di Governi e organizzazioni sovranazionali, anche i big del mondo dell’hi-tech si sono uniti a questa battaglia nel tentativo di assicurare una maggiore diffusione di Internet. Anche con mezzi non convenzionali. In particolare,Facebook e Google hanno sviluppato progetti che consentono di portare la connessione alla Rete nelle aree più remote sfruttando connessioni senza fili al posto delle ‘solite’ connessioni cablate poggiate su dorsali oceaniche di fibra ottica. Grazie ai loro centri di ricerca e sviluppo sparsi in tutto il mondo, i due giganti di Internet stanno già testando con successo alcune soluzioni in Paesi come Brasile, Indonesia e India.

Realizzato in collaborazione con Ericsson, MediaTek, Nokia, Opera, Qualcomm e Samsung, ma fortemente voluto da Mark Zuckerberg in persona, Internet.org è il progetto targato Facebook per portare la connessione Internet in tutto il mondo. Come rilevato al lancio dell’iniziaitva, oltre 5 miliardi di persone non hanno mai effettuato l’accesso alla Rete nel corso della loro vita: si tratta di una fetta considerevole della popolazione planetaria tenuta al di fuori del mondo interconnesso del web. Con Internet.org, Facebook e i suoi partner vogliono abbattere i costi per la creazione di infrastrutture di accesso alla Rete e creare applicazioni più efficienti che richiedano meno banda dati per scaricare informazioni dal web.

mongolfiere internet googleLa soluzione individuata da Facebook per diffondere Internet sta nella costruzione di una flotta di droni ipertecnologici da far volare ad altezze variabili tra i 18.000 e 27.000 metri. Ovviamente, non si tratta dei drone giocattolo che sorvolano i cieli di molte città italiane ed europee praticamente a ogni ora del giorno e della notte, ma di veri e propri aerei alimentati a energia solare, controllati a distanza, con un’apertura alare di un Boeing 737 e tutte le apparecchiature elettroniche necessarie a ‘rimbalzare’ il segnale Internet sopra Paesi del Sud-Est asiatico e dell’Africa subsahariana.

La risposta di Google a Internet.org è invece affidata alle mongolfiere. O, a voler essere più precisi, ai palloni aerostatici del Project Loon. Nato all’interno dei laboratori di Google X, il progetto di Big G per diffondere Internet anche nei Paesi del Terzo Mondo si basa su una fitta rete di palloni simili a quelli utilizzati per i rilevamenti meteorologici ‘ormeggiati’ a circa 20 chilometri di distanza dal suolo. Il funzionamento del Project Loon è molto simile a quello di Internet satellitare, ma è più economico perché non prevede lanci in orbita di oggetti spaziali. Le stazioni terrestri, connesse alla Rete grazie a dorsali oceaniche, trasmettono il segnale verso il cielo, dove una flotta di mongolfiere crea una rete a maglia e ritrasmette il segnale nelle zone più impervie del pianeta.

Video sul progetto di Google

Posted in Tecnologia

Permalink