Droni e mongolfiere per diffondere Internet

droni internetL’obiettivo è uno di quelli ambiziosi e, allo stesso tempo, fondamentale per lo sviluppo della Rete e lo sviluppo economico dei Paesi del Terzo Mondo: portare l’accesso a Internet ovunque, anche nelle località più remote della Terra, così da permettere a chiunque di poter sfruttare mezzi e potenzialità della Rete. Il contrasto del digital divide è una delle azioni promosse da Nazioni Unite e altre organizzazioni governative per colmare il gap tecnologico ed economico che sussiste tra i Paesi occidentali e il resto del mondo.

Negli ultimi anni, al fianco di Governi e organizzazioni sovranazionali, anche i big del mondo dell’hi-tech si sono uniti a questa battaglia nel tentativo di assicurare una maggiore diffusione di Internet. Anche con mezzi non convenzionali. In particolare,Facebook e Google hanno sviluppato progetti che consentono di portare la connessione alla Rete nelle aree più remote sfruttando connessioni senza fili al posto delle ‘solite’ connessioni cablate poggiate su dorsali oceaniche di fibra ottica. Grazie ai loro centri di ricerca e sviluppo sparsi in tutto il mondo, i due giganti di Internet stanno già testando con successo alcune soluzioni in Paesi come Brasile, Indonesia e India.

Realizzato in collaborazione con Ericsson, MediaTek, Nokia, Opera, Qualcomm e Samsung, ma fortemente voluto da Mark Zuckerberg in persona, Internet.org è il progetto targato Facebook per portare la connessione Internet in tutto il mondo. Come rilevato al lancio dell’iniziaitva, oltre 5 miliardi di persone non hanno mai effettuato l’accesso alla Rete nel corso della loro vita: si tratta di una fetta considerevole della popolazione planetaria tenuta al di fuori del mondo interconnesso del web. Con Internet.org, Facebook e i suoi partner vogliono abbattere i costi per la creazione di infrastrutture di accesso alla Rete e creare applicazioni più efficienti che richiedano meno banda dati per scaricare informazioni dal web.

mongolfiere internet googleLa soluzione individuata da Facebook per diffondere Internet sta nella costruzione di una flotta di droni ipertecnologici da far volare ad altezze variabili tra i 18.000 e 27.000 metri. Ovviamente, non si tratta dei drone giocattolo che sorvolano i cieli di molte città italiane ed europee praticamente a ogni ora del giorno e della notte, ma di veri e propri aerei alimentati a energia solare, controllati a distanza, con un’apertura alare di un Boeing 737 e tutte le apparecchiature elettroniche necessarie a ‘rimbalzare’ il segnale Internet sopra Paesi del Sud-Est asiatico e dell’Africa subsahariana.

La risposta di Google a Internet.org è invece affidata alle mongolfiere. O, a voler essere più precisi, ai palloni aerostatici del Project Loon. Nato all’interno dei laboratori di Google X, il progetto di Big G per diffondere Internet anche nei Paesi del Terzo Mondo si basa su una fitta rete di palloni simili a quelli utilizzati per i rilevamenti meteorologici ‘ormeggiati’ a circa 20 chilometri di distanza dal suolo. Il funzionamento del Project Loon è molto simile a quello di Internet satellitare, ma è più economico perché non prevede lanci in orbita di oggetti spaziali. Le stazioni terrestri, connesse alla Rete grazie a dorsali oceaniche, trasmettono il segnale verso il cielo, dove una flotta di mongolfiere crea una rete a maglia e ritrasmette il segnale nelle zone più impervie del pianeta.

Video sul progetto di Google

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